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Si tratta
di una forma di affiliazione che stabilisce contrattualmente un rapporto di collaborazione
continuativa tra due imprese giuridicamente ed economicamente indipendenti, in base al
quale una (franchisor) cede all'altra (franchisee) il diritto di usare la propria formula
commerciale e di utilizzare la propria immagine in cambio di un corrispettivo economico
e/o all'accettazione a legarsi all'acquisto dei prodotti (o servizi) offerti del
franchisor. L'affiliato, da parte sua, si impegna al rispetto delle politiche commerciali
e dell'immagine dell'affiliante, ed alla accettazione delle condizioni contrattuali
previste.
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Vi è comunque un'ampia gamma di
modalità diverse che rende peculiare ogni singolo contratto di affiliazione. E' proprio
questa flessibilità che rende interessante il franchising: la capacità di adattarsi
perfettamente a necessità diverse (corner caratterizzato, gruppo di acquisto,
concessionario di servizi per un territorio, implementazione di una rete diretta, ecc.).
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Analizzando i dati si scopre come
tale formula di partnership commerciale abbia conosciuto in questi ultimi anni
un'autentica escalation: in Italia nel 2007 ha conseguito un giro d'affari superiore ai
21 milioni di euro [fonte Assofranchising], ed è in costante crescita ad un ritmo di quasi il 20% annuo.
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Siamo tuttavia ancora lontani
dalle vette raggiunte in molti altri paesi più evoluti dal punto di vista distributivo:
in primis naturalmente gli USA, dove il 35% delle vendite al dettaglio è realizzato dalle
reti in franchising, ma anche numerosi altri mercati europei, Francia in testa.
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Si riscontra pertanto una
potenzialità di ulteriore crescita con conseguente presenza di spazi che potranno essere
coperti da operatori italiani o stranieri. Da qui discende il rischio che, analogamente a
quanto in atto nella grande distribuzione, si possa subire una massiccia
"invasione" che penalizzerebbe ulteriormente le aziende italiane.
NOTA: "Franchising" deriva etimologicamente
del francese "franchise" (=franchigia) ed è stato un sistema distributivo
ideato negli USA agli inizi del XX secolo dalla General Motors e da altre grandi compagnie
per coprire il vasto territorio americano. In Italia è stato utilizzato per la prima
volta dalla Standa nel 1971.
- A quanto detto aggiungiamo solo
che, in relazione a situazioni particolari, si possono preferire altre forme di
partnership o una partecipazione diretta alla distribuzione.
- Va infine sottolineato come lo
sviluppo di una catena di punti vendita diretti e/o in franchising permetta all'azienda di
entrare direttamente in contatto con i propri consumatori, saltando filtri e intermediari.
Rende quindi possibile una gestione più corretta e immediata della propria immagine, che
proprio nel negozio ha la sua sede più naturale.
- Un altro significativo effetto è
il trasferimento della competitività all'esterno del negozio e l'instaurarsi di una
spontanea alleanza fra l'azienda e il proprio punto vendita. Per questa ragione
sconsigliamo ai franchisor di caricare, come molte aziende hanno fatto in passato, di
troppi oneri l'affiliato. Per il successo del progetto, infatti, è necessario che i
vantaggi siano equamente distribuiti fra tutte le parti in causa. Soprattutto perché dei
franchisee soddisfatti sono il migliore biglietto da visita per un'azienda che intende
sviluppare la propria rete.
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